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I quadri di Tessari, nella loro struttura,
sono fascinosamente disturbanti.
La tessitura urbana il più delle volte, appare deformata,
stiracchiata fino ad ottenere delle forme e un'ambientazione quasi
surreale.
Ma mentre nell'esterno-interno del quadro tutto mantiene comunque
una severità impassibile, negli inserti, meno razionali e
quindi più istintivi, prevale una visione più varia
della realtà.
Qui l'artista si slancia in espressioni libere in cui l'artificiosità
è bandita. Basandosi su di esse potremmo dire che i dipinti
di Tessari sono in continuo divenire: le forme si creano e si disfano
continuamente sotto la pressione incessante della natura; i colori
sono vibranti e violenti quasi a volere gridare una loro verità,
impazienti, nella loro disperazione, di essere ascoltati.
Noi invece rimaniamo lì sordi a tutto questo, non comprendiamo
o forse non vogliamo comprendere, non ci conviene, forse siamo troppo
pigri e allora ci lasciamo passare addosso ogni tipo di violenza,
ogni gioia quotidiana perché troppo spaventati dalle responsabilità
verso noi stessi ma soprattutto verso la società che continuamente
ci interroga, ci pone domande inquietanti.
Ci giriamo da un'altra parte e corriamo, illudendoci che correndo
riusciremo a sfuggire al tempo che passa, alla morte, non accorgendoci
che, per quanto veloci possiamo andare, essa ci raggiungerà
comunque.
(Vinny Scorsone)
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